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150 di questi giorni

auditory derive, mumbo jumbo, podacast, Radio Comments (0)

Ci sono cascato. A gentile richiesta leggo una mia favola felice… 150 di questi giorni.
il video

il link: http://youtu.be/Vsi14Vj4i6Q

Il testo

L’Italia e’ una penisola bagnata dal mare… che si liberera’ delle sue autostrade per usare di nuovo i suoi magnifici porti. Le merci saranno portate da navi a idrogeno e a vela anziche’ da TIR a gasolio.
E ne gireranno molte meno, perche’ sara’ poco richiesto distribuire troppo lontano le cose, e fare pacchi piccoli.
L’Italia confinera’ si, a nord con le alpi ma a sud ci si ricordera’ dell’ Africa. E tante belle navi solcheranno un mediterraneo aperto portando gente merci e profumi di nuovo in Europa e viceversa, liberamente.

L’Italia si liberera’ delle periferie, degli ipermercati, delle mafie, dei ladri, dei governi e delle leggi insieme al petrolio e agli americani coi loro missili e la loro CIA. La cucina nazionale sara’ arricchita di mille piatti di mille spezie di mille prodotti nuovi e antichi, biologicamente coltivati e etnicamente contaminati. E sara’ buonissima. Cuochi italiani imporranno di nuovo la cucina migliore del mondo ovunque, e sara’ differente e geniale.

L’italia sara’ allora un paese di giovani, in cui i vecchi saranno rispettati e tenuti in cortile, al sole, a poltrire, ma in finale non conteranno piu’ un cazzo. Cio’ perche’ il potere sara’ in mano alle femmine, donne enormi, benevole, potenti, dalle ossa grosse, dal cervello fino, e dalle mani grandi, capaci di mettere a tacere a sberle l’insolenza di un villano. Non si preoccuperanno piu’ troppo delle canottiere e delle giacchette di figli soffocati. Li lasceranno giocare nei cortili, nelle aie delle nuove case-agricole, per richiamarli all’ora della merenda dentro le grandi cucine collettive che comandano come un ammiraglio la propria portaerei e da cui controllano la nazione-villaggio.

Gli Italiani di quel giorno, gialli, bianchicci, nerastri, neri e figli di Annibale sapranno tutti fare qualcosa. Innestare un albero, potare la vigna, costruire un tavolo, un antenna, una macchina a vapore, un network di wireless. E si scambieranno le loro abilita’ e conoscenze liberamente, tramite una rete di contatti e amicizie che rendera’ piu’ pratico il baratto del danaro e del lavoro stipendiato. Chi sapra’ fare, da suonare uno strumento a riparare una bici, sara’ ricco. E avra’ il tempo per godersi la vita facendo cose belle.

Gli Italiani saranno ancora richiesti in tutto il mondo per costruire cose belle. Non piu’ un bello imposto da altri italiani morti, ma il bello che hanno appreso dalla natura della loro penisola, dalla loro lingua arzigogolata e complessa adatta a rappresentare sfumature, a fare ghirigori tra due significati, a inventare metafore impossibili. E soprattutto sempre piu’ ricca di termini nuovi: di poesia araba, di metafore africane, di tecnicismi cinesi impreziositi da voci incredibili. Voci italiane schioppettanti di dialetti sonori e beffardi o sottili e sibillini.

E poi so’ gia’ che la penisola sara’ percorsa da persone a piedi, in bicicletta elettrica o a cavallo e non piu’ da automobili. QUalche scienziato italiano avra’ persino trovato il modo di far si che i batteri mangino l’asfalto e lo trasformino in humus. E allora autostrade, svincoli e rotonde saranno campi, anacronistici piazzali per giochi, prati e campi fioriti.
I ragazzetti italiani non giocheranno piu’ al calcio, che sara’ caduto in disuso allora, ma al rugby, alla lotta e a mille giochi strambi, conditi a volte da sassaiole fra tifoserie avverse, che pochi schiaffoni delle femmine arbitro potranno facilmente mitigare. Il termine SPORT, obsoleto e anacronistico non lo usera’ piu’ nessuno, mentre le carcasse delle televisioni, in attesa che qualcuno trovi il batterio giusto per digerire la plastica e il vetro, serviranno a far giocare le galline nei pollai. GLi italiani di allora saranno tutti magri, perche’ dovranno correre tutto il giorno in salite e in discesa e non sapranno piu’ neppure che vuol dire essere grassi e invidiosi.

Come gli ebrei di Mose’ nel deserto, noi saremo tutti gia’ morti allora.

Forse in tutta la penisola di Italiani ne saranno rimasti un 20 per cento, senza bisogno di guerre o rivoluzioni, solo perche’ gli ITAGLIANI tristi, quelli di prima, un po’ pensavano solo a scopare e non a far figli, servi del loro stesso edonismo cretino, e un po’ morirono di fame, senza fare troppo rumore, nei parcheggi degli ipermercati. Fu’ quando manco’ la luce per sei mesi nel grande cataclisma del 2020. Ma gli Itagliani di prima, quelli un po’ stupidi e ladri che si sono estinti non mancano a nessuno…

A scuola, vicino all’albero di ciliege, ci sara’ qualche ragazzino che sogna leggendo Calvino, Marinetti o Pasolini e sara’ fiero di quella lingua piena di glorie che usa ancora per fermare cio’ che sa essere bello e scrivere poesia anche in una lista della spesa.
Quel giorno qualcuno leggera’ o guardera’ sottobanco nel suo microcinemaportatile anche un “Bonelli”, trovandolo un po’ fuorimoda, arzigogolato, o esageratamente surreale, eppure godendo del suo piccolo peccato. Un buon Bonelli, di quelle letture che al liceo ti proibiscono perche’ son “frivole”, che la mamma censura a ceffoni, ma che sotto sotto approva, ricordando di come tuo padre la sedusse spacciando per farina del suo sacco una sua poesia.

admin @ January 10, 2012

Tutti in piedi

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A web/tv/mixed media and live broadcast to say that you cannot stop the sweet smell of freedom in italy…

admin @ June 17, 2011

Free republic of Bunga Bunga

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Stamattina mi avvio per la seconda volta al municipio di Amsterdam Centro, per controllare tutto sia a posto con i permessi per la manifestazione di Sabato. Sabato infatti abbiamo aderito alla manifestazione delle casseruole, per chiedere ancora una volta le dimissioni di Berlusconi. Ancora una volta… ma pare ci siano problemi…

Sono passati due anni da quando, di fronte a tutti i media olandesi in 400 manifestammo vestiti di viola. Ad Amsterdam! E quando s’erano viste mai 400 persone per una manifestazione? Facemmo i titoli al telegiornale nazionale della sera.
Questa volta, con questa situazione al contorno, siamo un po’ meno convinti che serva a qualcosa. Ma che vuoi fare, altre idee che trainino le persone non ce ne sono, e allora, vada per la manifestazione. 200 “amici” su facebook aderiscono. Cacchio, troppi per fare la solita flash mob improvvisata. E cosi’ con la bici, in un sole pallidino che pero’ e’ una benedizione di questa stagione, vado a controllare per i permessi.

Alla guardiola c’e’ un gentilissimo uscere che mi da’ il mio bigliettino. Aspetto mezz’ora. Cavolo, e quando mai ho aspettato mezz’ora in Olanda? Quaranta minuti. Chiedo delucidazioni. Mi ha fatto sedere nella fila sbagliata. Si scusa. Entro direttamente nel posto delle autorizzazzioni. C’e’ un enorme nero, forse delle Antille, che risponde perfettamente in inglese al mio tentativo di spiegarmi in olandese.
-no, non c’e’ piu’ posto su piazza Dam, e anche de Beurs e’ piena, sabato e’ tutto pieno, e sono manifestazioni piu’ grosse della vostra. C’e’ quella degli iraniani, i kurdi, nono, proprio non si puo’. E poi che e’? Ah, Berlusconi? Si ma dai che manifestate a fare, tenetevelo. “he is so funny”. E poi se cambiate, chissa’ che vi capita. Hahahahaha… No, il puttaniere ci piace di piu’ no? “he is such a joker”.
A quel punto cerco di controbattere, ma, che dobbiamo fare senno’? finche’ Italia era mafia e mandolino va bene ma questo e’ troppo no?
– Noooooo, Bush, Bush was evil, Amajeiddin is evil. Berlusconi is funny guy. E poi qui in olanda vedi siamo sempre stati nel commercio, la Mafia? Eh, senza mafia dove va’ la vostra economia?

Il gigante a questo punto mi propone di riempire un foglio per chiedere il permesso di manifestare sotto il consolato. Il consolato italiano da’ su uno stradone ventoso, dove si sta’ malissimo, e poi mi prende male a spostare la manifestazione sotto le finestre degli uffici il sabato vuoti del consolato.

Cosi’ me ne vado. Cercheremo di spostare la manifestazione alla piazza dei musei. Li e’ grande, daremo meno nell’occhi penso. Dare meno nell’occhio? Qualcuno propone di cambiare tutto in un pick nick. Che faccio lo uccido? Mentre ci penso pesto una merda. Ecco, mi dico, questo e’ il fondo. Questo deve essere il fondo del prestigio nazionale. Da qui si puo’ solo risalire? Be’ di certo prima devo pulirmi le scarpe.

admin @ February 9, 2011

Roberto Saviano racconta

historically and philologically correct, Radio Comments (0)

Una registrazione oggi della serata di “narrazione” tenuta ieri da Roberto Saviano a Viterbo.
Ne consiglio a tutti la visione qui: http://tv.repubblica.it/home/?video spero che presto venga postata integralmente su un server pubblico cosi’ che io possa postarla direttamente.

Buona visione

admin @ July 1, 2010

Apo Bias (1996)

mumbo jumbo, oltranzisms, radical, Radio Comments (0)

Apo’ Bias
(con la violenza/forza)
prima pubblicaziopne in “Obtorto Collo”, autoproduzione a circolazione ridotta, 1996

In senso aristotelico: azione contraria all’ordine o alla disposizione naturale delle cose.
In senso moderno è la capacità di imporre la volontà che si radica sulla possibilità di ricorrere alla eliminazione fisica di ciò che l’ostacola.


def. violenza/forza

Modo di esercitare il potere attraverso lo scontro fisico. Lo scopo della violenza può essere la sottomissione come l’annichilimento. Corrisponde all’imposizione della volontà del migliore o del più forte senza alcun riguardo per la parte opposta. Nel termine greco i due significati sono fusi: forza e violenza sono due modi della vita omologhi: anche vita si dice bios.

Prima legge empirica della violenza
(Homo homini lupus + Darwin): implica che il mio/nostro patrimonio genetico è frutto di una selezione basata (principalmente) sulla violenza. Gli spartani e la rupe arpea non sono altro che la trasposizione (mitica) di questa verità.

segue:
Ogni uomo/donna è capace di violenza per predisposizione genetica.

Assioma autoevidente
La violenza può essere utilizzata in modo razionale o in base ad un impulso istintivo e può essere più o meno efficace. Per aumentarne l’efficacia se ne deve incanalare l’irrazionalità all’interno di analisi razionali: si deve trasformare la violenza in forza.

SPIEGAZIONE
Su piccola scala la violenza veniva scoraggiata nell’istintivo e proibita dalla morale (che la distingue dalla forza). Su larga scala (le nazioni, i popoli, le caste, i ceti, le tribù, le famiglie…) la violenza istintiva veniva incoraggiata, nel singolo combattente, in caso di utilizzo della stessa ai fini di interessi propri della comunità. La violenza quando delegata alla politica, all’economia e alle religioni prende il nome di “forza”.

Definizione: Guerra

La guerra, con le sue leggi, rappresenta la massima forma possibile di razionalizzazione della violenza. I meccanismi collaudatissimi che presiedono alla organizzazione di un episodio bellico contemporaneo (dalla logistica alla tattica, all’addestramento delle truppe) sono una delle propaggini più elaborate della razionalità umana quando tesa all’esercizio della forza.
La guerra si definisce attraverso la razionalizzazione dell’uso della violenza. Le leggi di guerra tendono all’utile, all’efficace, al deciso, al collettivo. E le guerre amplificano tragicamente l’inutile, l’inefficace, l’indeciso, il singolare, rendendoli manifesti e pericolosi. Da qui la distinzione tra legge ed economia di guerra e legge ed economia di pace.

Il supporto tecnologico della forza:
La guerra moderna tende a delegare l’uso della violenza a delle macchine, (al fine di completarne la trasformazione in forza), e a deprivare l’uomo sia della possibilità di sopravvivenza legata alla propria violenza sia della possibilità di verificare gli effetti della stessa su gli altri.
Il processo in atto in occidente, sin dalla definizione degli eserciti settecenteschi, mira ad espropriare della violenza l’uomo, e a porla nella macchina (armi, metodi di manovra, mezzi tecnici). Nel mondo occidentale si sta inoltre procedendo nel tentativo di eliminare la violenza anche dalla macchina, sostituendola con la forza. Questa è la ragione in virtù della quale mezzi d’arma che colpiscono indiscriminatamete ed in modo violento (gas, mine) vengono condannati dall’opinione pubblica, mentre si investe tempo e denaro su mezzi di distruzione che consentono la precisione, tendendo a definire la possibilità di colpire direttamente il potere politico (nelle persone) ed economico (negli interessi), attraverso l’identificazione e la distruzione di punti strategici (comunicazioni, sistemi d’arma, fabbriche, nodi logistici).
Il processo in atto in occidente tende quindi a contrapporre forza e violenza.

Prima osservazione:
E’ la meccanica della società occidentale a rendere i singoli sostituibili (nell’ambito della direzione politica ed economica) ma necessari (riguardo al consenso e alla responsabilità).

La violenza nella società avanzata:
La violenza, nella società avanzata occidentale è relegata a gruppi marginali (terroristi, criminali, ultras, gangs giovanili) oppure privata. Come tale si procede a combatterla, in quanto la violenza nella società della forza ha un effetto disgregante. Ad essa si contrappone la forza dello stato sia attraverso la legge che attraverso la volontà di chi ne controlla i meccanismi.

Nelle società nelle quali la transizione da violenza a forza non si è ancora imposta è ancora quest’ultima a costituire la base di meccanismi di aggregazione e di promozione sociale.

ESEMPIO: Un servente di un sistema d’arma missilistico convenzionale: per lui il nemico sarà un puntino su di un radar; la sua eliminazione un “bip” su di un monitor; la sconfitta la distruzione della macchina nella quale opera e (eventualmente) la propria morte.

CONTROESEMPIO: Un guerrigliero afgano: per lui il nemico è nemico di Dio, la sua uccisione un dovere morale, la propria sofferenza un privilegio e la propria morte al servizio di Dio la porta di ogni goria.

Segue: L’uomo (occidentale) futuro sarà sempre meno violento.
L’uomo (non occidentale) continuerà ad esserlo.

Al di fuori delle società avanzate la vita umana, che generalmente non influisce su fattori sociali attraverso il voto e quindi il consenso, né è preziosa in quanto artefice e consumatrice di benessere, vale pochissimo. Inoltre gli uomini al vertice non sono facilmente sostituibili in tali società senza intaccare il funzionamento della macchina stessa.

Tali società sono state controllate dall’occidente favorendo la violenza individuale (guerriglia, golpe, corruzione, guerra territoriale) anche attraverso l’esportazione di tecnologie altamente violente (mine, artiglieria, armi individuali) e il controllo all’esportazione di tecnologie atte all’utilizzo della forza (tecnologie missilistiche di precisione, aerei, virus informatici, sistemi di spionaggio).

Segue: Le società depresse si selezionano tutt’ora attraverso la violenza
Le società deboli sono violente, mentre quelle forti usano la violenza solo per interposta persona, al fine di controllarle, mantenendo il rigido controllo della forza.

Segue: Le società in via di sviluppo tendono all’uso violento della forza, pur non avendone, in parte, i mezzi. Per questo si trovano spesso ad usare come forza la violenza e a dirigerla all’interno.

ALTRE IDEE PRIVE DI CONCLUSIONE

La base sulla quale le società avanzate costruiscono il proprio dominio è quindi la forza economica e tecnologica. Entrambe le forze tendono ad essere restie a localizzarsi, identificandosi con una nazione o con un popolo. Gli interessi economici sono in genere coalizzati gli uni contro gli altri in modo sovranazionale, mentre sempre più spesso la tecnologia viene esportata in virtù di benefici economici, in paesi in via di sviluppo con forte accelerazione (Taiwan, Singapore, Messico). Sono sempre più spesso interessi sovranazionali a breve termine a dirigere gli obbiettivi della politica estera dei governi occidentali.

La tecnologia necessita di singoli, che alimentino attraverso le idee, le invenzioni, l’osservazione critica, il progresso della tecnica. Tali singoli vengono formati attraverso la cultura egemone, tecnologica e scientifica, in occidente. In questo modo tendono ad apprezzare il benessere garantito dall’occidente stesso e dai suoi modelli di vita e a vivere ed operare ove questi modelli di vita siano presenti.

Il deterrente:
Attraverso il deterrente nucleare si è imposto il concetto di limite superiore per l’utilizzo della violenza: la MAD (Mutual Assured Destruction). Finita l’era della MAD però l’arma atomica e la tecnologia atta a portarla a bersaglio assumono nuovamente la funzione di macchina per l’applicazione della forza. Quindi l’arma nucleare torna ad essere un’opzione, seppure pericolosa, utilizzabile su piccola scala. E’ questa la radice della prepotente iniziativa nucleare in Cina ed in Francia.

La decadenza:

Alcune grandi potenze hanno disceso la china del progresso dopo aver raggiunto lo stadio di potenze nucleari, lasciando sul mercato al migliore offerente tecnologie, armi avanzate e cervelli. E’ un fatto che tali mezzi sono stati per lo più accaparrati da paesi nei quali il concetto di forza e quello di violenza sono ancora molto vicini.

Il pericolo è evidente, irragionevole sarebbe sottrarre alle società mezzi per sopravvivere; altrettanto irrazionale confondere la sopravvivenza delle civiltà con la sopravvivenza degli uomini, almeno in modo stretto.

Appendice

I singoli nell’era della forza

Io, te, siamo ingranaggi non violenti all’interno di una macchina tesa all’utilizzo e al mantenimento della forza. In tale macchina, dietro il magro prezzo della frustrazione della volontà di potenza, ci viene garantito il benessere (o almeno la sua possibilità). Essendo i singoli i piccoli motori sui quali la macchina è stata costruita essa non può attaccarne gli interessi se non uno alla volta. La sua strategia è stata quella di privare progressivamente gli ingranaggi della consapevolezza del loro stato e delle leggi che governano il funzionamento della macchina stessa, dando loro in cambio l’impressione che la forza della macchina sia necessaria solo per difenderla dalla violenza interna ed esterna.
Il celamento della violenza è passato attraverso la sua rappresentazione: la violenza rappresentata, nel suo essere falsa, tende ad autoannichilirsi.

Segue: Di fronte alla vera violenza l’occidentale è sempre più impreparato, mentre altrove essa è parte della vita di tutti i giorni.

E’ necessario riscoprire la violenza ed accettandola ritornare alla volontà di trasformarla in forza, ma non più (o non solo) alla scala delle nazioni ma alla scala dei singoli ingranaggi.

Raggiunta la coscienza del meccanismo è necessario muoversi più veloce di ogni macchina e di ogni meccanismo per riconquistare il diritto ad essere uomini e, allo stesso tempo, animali.

Federico “il cane” Bonelli

admin @ December 14, 2009

We want this executive out of office

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3 October, articolo 21
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Ok, this is clear, I want this executive out of office, I want to see a entire political class on trial for high treason to have sold the republic to Mafia. I want Berlusconi impeached and on trial for each one of his crimes and his party put out low and disbanded, revealed for the toxine it is.

But let’s start from yesterday.

Yesterday story is simple, “what do we do for the day demonstration in italy for freedom of press?”. A series of posts on facebook after the nework of the self-exiled in Amsterdam had an appointment. As always when a group of italians meet somewere there were smiles, childrens, fantasy and mottos.
We met in front of the institute of Italian Culture because it is culture the only solution we see to archive a result against the actual status quo. The power of this rotten apple is too big and the rotting to spread to do anything else that jump over the obstacle and live according to the credo of a new civilization were this scum is the past and we are the future.

So we actually don’t even need the law, or to convince our fellow citizens, or to exercise democracy.

We just need to live according to our principles, defend them and teach them, and maintain our positions strongly. On our side is truth, common sense, history. They will fade away.

The battle with history is already won, the power is naked. We shall resist and also the battle with power will be won.


Here some pictures of the event In Amsterdam from Fabrizio Gennari Foto Di Fabrizio

And some made by me and others, being uploaded in the facebook event page!
http://www.facebook.com/event.php?eid=149717271261&ref=nf

Other videos, picture and impressions for Amsterdam gathering will be posted as soon as they materialize. Keep an eye on the page

Thank you all for coming and sharing your happy mood to make a good protest togeter.. Is important not to feel alone.

GO!

admin @ October 3, 2009

Italy is a European Problem!

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the 3rd of October at 15:00 in Amsterdam,
Keizersgracht 564 in front of the Italian Institute for Culture!
In defense of the Italian Constitution article number 21, that guarantees to ALL the freedom of expression, and the freedom of press, especially of the rare example of italian press that try to resist to the attach of Berlusconi.
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Media-mogul empire of Berlusconi has been constructed on crime, trash, and destruction of italian cultural identity through a unprecedented and violent use of mass media, press, television and political power. His attach to basic civil liberties is unprecedented in united europe.

We will take with us copies of the newspapers controlled and manipulated from Italian Government and the corrupted italian political and economical elite, and free free words from them. With cutters, scissors and hands we will save the precious words of italian language from slavery. And use them to compose poems, words-in-freedom, new slogans, jokes and mottos.

Then we will symbolically glue them on the walls of the institute of Italian Culture or distribute them freely to the passer by for his enlightenment and smile.

This is self organized and horizontally supported act, propelled by individuals to support the national day for freedom of press in Italy.

You don’t have to be italian to participate, it can also become a precious lesson in italian language or an act of personal poetical creativity, and will make us feel understood and supported by fellow europeans. Bring a newspaper!
OR just join in with your own idea, energy, persona, will to say no, to draw the line, let’s our voice be heard!

Italian gloomy, corrupted, criminal political system is a danger for the whole of europe.

to follow updates and in preparation for the event you can find us on facebook .

for more informations and to sign the petition check:

  • http://www.euroalter.com/pressfreedom/
  • http://www.facebook.com/group.php?gid=126423242653&ref=mf

  • To d/l some Tshirts or cut through design (free use cc licence):
    http://www.cinemasolubile.net/MAGLIETTE.zip

    An interview to Judith Sargentini (in dutch) that expresses the her perspective about the european and relevance for the dutch public of the Italian anomaly:

  • http://zinineuropa.groenlinks.nl/node/27025
  • STREAM LIVE FROM 15:00 of the connected european manif!
    Online TV Shows by Ustream

    admin @ October 1, 2009

    Sticky: What is Radio Oltranzista

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    Radio Oltranzista is a temporary autonomous radio station.

    We aim to create a container for the content we find. And we look for content that have a character of oltranzism, a necessity, relevance. Content with a visceral need to be expressed and sent on-air. To which we adapt, we morph into, with our will to listen first and react immediately after. We only aim to join forces and alchemically introduce the powerful enzyme of free-radio inside interesting contexts…

    We have designed a small media studio, we share the information on how to make your own radio with free software and cheap recycled hardware, we want to embed into interesting situation and help to create the gradient to send them to the sky.

    Flow. Get in touch

    admin @ August 8, 2009

    Marginalia: il post-fascismo e il professore

    Ultimamente in italia sempre piu’ spesso elementi dei partiti di governo si mostrano pubblicamente con comportamenti di folclore neofascista.
    Un corteo di studenti medi interrotto e caricato da ragazzotti con spranghe avvoltolate nel tricolore; un ministro della repubblica che fa il saluto romano alla festa dei carabinieri…

    … In questo post che riprende un thread su Facebook di qualche giorno fa alcune mie considerazioni in proposito. Da leggere se siete interessati… Commenti (pertinenti) sono benvenuti.

    More on page 206

    Un errore mortale

    NOTE: I repost here a mumble I wrote on a thread appeared on facebook. Is in italian. Is about Italian situation and some historical considerations about the rise of Berlusconi-sm. Enjoy if you like to read italian… La definirono “la questione morale”. Fu un errore mortale. Commistione di cose di stato con affari di partito. […]

    More on page 200

    Art in the Part

    BREAKING NEWS: ART IN THE PART HAS BEEN CANCELED!!! Radio Oltranzista might try to be in the area anyway… More infos will plop-up here in a wile… stay tuned! Radio Oltranzista will re-emerge in Italy, in the town of Pescara this july. We wait for old and new friends to join in a weekend of […]

    More on page 192

    Uses of Radio and other media crossing in times of trouble

    I was on the road when the earthquake hit in Abruzzo. I got the news via SMS. Some sms’s later I knew it was big, but all friends I could think of were safe. Was hard to know were it was. It came then that was Abbruzzo, about end of the day monday. Stefano, from […]

    More on page 178

    la palude morta

    Quando pensi che a tutto ci sia un limite. Anche al peggio. Eccolo che arriva a passo sicuro, con un bel ghigno in faccia. E come ride. Chiamalo per nome. Cemento, danaro, consenso. il potere funesto di una classe dirigente il cui risolino e’ gia’ una catastrofe di per se’. Il nuovo cancro italiano ™, […]

    More on page 167

    State of Crime recordings

    soon available for viewing the recordings of the debate streamed yesterday by radio oltranzista at amsterdam crea. Speakers: Dr Francesco Strazzari (International relations, Uva) Cecile Landman (journalist) The network of crime, corruption and violence so vividly described by Roberto Saviano in his best-selling book Gomorra extends over the border of Italy and reaches places once […]

    More on page 157

    … and give us our daily dose of fascism

    While I was in Italy before x-mass my bank pass gets blocked without any request by me. It seemed unlikely to their security computers that i might be spending money in Amsterdam and the day after in Viterbo. It took 3 days to get it renewed in Amsterdam, only redundancy in plastic saved my ass […]

    More on page 146