Roberto Saviano racconta

Radio, historically and philologically correct Comments (0)

Una registrazione oggi della serata di “narrazione” tenuta ieri da Roberto Saviano a Viterbo.
Ne consiglio a tutti la visione qui: http://tv.repubblica.it/home/?video spero che presto venga postata integralmente su un server pubblico cosi’ che io possa postarla direttamente.

Buona visione

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admin @ July 1, 2010

Freedom of press event in italy tonight

Radio, events Comments (0)

Italian government and corrupted political system forbid any journalistic TV reportage that is not controlled by the power. Tonight a small net event to resist the situation. CHeck it out!

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admin @ March 25, 2010

Apo Bias (1996)

Radio, mumbo jumbo, oltranzisms, radical Comments (0)

Apo’ Bias
(con la violenza/forza)
prima pubblicaziopne in “Obtorto Collo”, autoproduzione a circolazione ridotta, 1996

In senso aristotelico: azione contraria all’ordine o alla disposizione naturale delle cose.
In senso moderno è la capacità di imporre la volontà che si radica sulla possibilità di ricorrere alla eliminazione fisica di ciò che l’ostacola.


def. violenza/forza

Modo di esercitare il potere attraverso lo scontro fisico. Lo scopo della violenza può essere la sottomissione come l’annichilimento. Corrisponde all’imposizione della volontà del migliore o del più forte senza alcun riguardo per la parte opposta. Nel termine greco i due significati sono fusi: forza e violenza sono due modi della vita omologhi: anche vita si dice bios.

Prima legge empirica della violenza
(Homo homini lupus + Darwin): implica che il mio/nostro patrimonio genetico è frutto di una selezione basata (principalmente) sulla violenza. Gli spartani e la rupe arpea non sono altro che la trasposizione (mitica) di questa verità.

segue:
Ogni uomo/donna è capace di violenza per predisposizione genetica.

Assioma autoevidente
La violenza può essere utilizzata in modo razionale o in base ad un impulso istintivo e può essere più o meno efficace. Per aumentarne l’efficacia se ne deve incanalare l’irrazionalità all’interno di analisi razionali: si deve trasformare la violenza in forza.

SPIEGAZIONE
Su piccola scala la violenza veniva scoraggiata nell’istintivo e proibita dalla morale (che la distingue dalla forza). Su larga scala (le nazioni, i popoli, le caste, i ceti, le tribù, le famiglie…) la violenza istintiva veniva incoraggiata, nel singolo combattente, in caso di utilizzo della stessa ai fini di interessi propri della comunità. La violenza quando delegata alla politica, all’economia e alle religioni prende il nome di “forza”.

Definizione: Guerra

La guerra, con le sue leggi, rappresenta la massima forma possibile di razionalizzazione della violenza. I meccanismi collaudatissimi che presiedono alla organizzazione di un episodio bellico contemporaneo (dalla logistica alla tattica, all’addestramento delle truppe) sono una delle propaggini più elaborate della razionalità umana quando tesa all’esercizio della forza.
La guerra si definisce attraverso la razionalizzazione dell’uso della violenza. Le leggi di guerra tendono all’utile, all’efficace, al deciso, al collettivo. E le guerre amplificano tragicamente l’inutile, l’inefficace, l’indeciso, il singolare, rendendoli manifesti e pericolosi. Da qui la distinzione tra legge ed economia di guerra e legge ed economia di pace.

Il supporto tecnologico della forza:
La guerra moderna tende a delegare l’uso della violenza a delle macchine, (al fine di completarne la trasformazione in forza), e a deprivare l’uomo sia della possibilità di sopravvivenza legata alla propria violenza sia della possibilità di verificare gli effetti della stessa su gli altri.
Il processo in atto in occidente, sin dalla definizione degli eserciti settecenteschi, mira ad espropriare della violenza l’uomo, e a porla nella macchina (armi, metodi di manovra, mezzi tecnici). Nel mondo occidentale si sta inoltre procedendo nel tentativo di eliminare la violenza anche dalla macchina, sostituendola con la forza. Questa è la ragione in virtù della quale mezzi d’arma che colpiscono indiscriminatamete ed in modo violento (gas, mine) vengono condannati dall’opinione pubblica, mentre si investe tempo e denaro su mezzi di distruzione che consentono la precisione, tendendo a definire la possibilità di colpire direttamente il potere politico (nelle persone) ed economico (negli interessi), attraverso l’identificazione e la distruzione di punti strategici (comunicazioni, sistemi d’arma, fabbriche, nodi logistici).
Il processo in atto in occidente tende quindi a contrapporre forza e violenza.

Prima osservazione:
E’ la meccanica della società occidentale a rendere i singoli sostituibili (nell’ambito della direzione politica ed economica) ma necessari (riguardo al consenso e alla responsabilità).

La violenza nella società avanzata:
La violenza, nella società avanzata occidentale è relegata a gruppi marginali (terroristi, criminali, ultras, gangs giovanili) oppure privata. Come tale si procede a combatterla, in quanto la violenza nella società della forza ha un effetto disgregante. Ad essa si contrappone la forza dello stato sia attraverso la legge che attraverso la volontà di chi ne controlla i meccanismi.

Nelle società nelle quali la transizione da violenza a forza non si è ancora imposta è ancora quest’ultima a costituire la base di meccanismi di aggregazione e di promozione sociale.

ESEMPIO: Un servente di un sistema d’arma missilistico convenzionale: per lui il nemico sarà un puntino su di un radar; la sua eliminazione un “bip” su di un monitor; la sconfitta la distruzione della macchina nella quale opera e (eventualmente) la propria morte.

CONTROESEMPIO: Un guerrigliero afgano: per lui il nemico è nemico di Dio, la sua uccisione un dovere morale, la propria sofferenza un privilegio e la propria morte al servizio di Dio la porta di ogni goria.

Segue: L’uomo (occidentale) futuro sarà sempre meno violento.
L’uomo (non occidentale) continuerà ad esserlo.

Al di fuori delle società avanzate la vita umana, che generalmente non influisce su fattori sociali attraverso il voto e quindi il consenso, né è preziosa in quanto artefice e consumatrice di benessere, vale pochissimo. Inoltre gli uomini al vertice non sono facilmente sostituibili in tali società senza intaccare il funzionamento della macchina stessa.

Tali società sono state controllate dall’occidente favorendo la violenza individuale (guerriglia, golpe, corruzione, guerra territoriale) anche attraverso l’esportazione di tecnologie altamente violente (mine, artiglieria, armi individuali) e il controllo all’esportazione di tecnologie atte all’utilizzo della forza (tecnologie missilistiche di precisione, aerei, virus informatici, sistemi di spionaggio).

Segue: Le società depresse si selezionano tutt’ora attraverso la violenza
Le società deboli sono violente, mentre quelle forti usano la violenza solo per interposta persona, al fine di controllarle, mantenendo il rigido controllo della forza.

Segue: Le società in via di sviluppo tendono all’uso violento della forza, pur non avendone, in parte, i mezzi. Per questo si trovano spesso ad usare come forza la violenza e a dirigerla all’interno.

ALTRE IDEE PRIVE DI CONCLUSIONE

La base sulla quale le società avanzate costruiscono il proprio dominio è quindi la forza economica e tecnologica. Entrambe le forze tendono ad essere restie a localizzarsi, identificandosi con una nazione o con un popolo. Gli interessi economici sono in genere coalizzati gli uni contro gli altri in modo sovranazionale, mentre sempre più spesso la tecnologia viene esportata in virtù di benefici economici, in paesi in via di sviluppo con forte accelerazione (Taiwan, Singapore, Messico). Sono sempre più spesso interessi sovranazionali a breve termine a dirigere gli obbiettivi della politica estera dei governi occidentali.

La tecnologia necessita di singoli, che alimentino attraverso le idee, le invenzioni, l’osservazione critica, il progresso della tecnica. Tali singoli vengono formati attraverso la cultura egemone, tecnologica e scientifica, in occidente. In questo modo tendono ad apprezzare il benessere garantito dall’occidente stesso e dai suoi modelli di vita e a vivere ed operare ove questi modelli di vita siano presenti.

Il deterrente:
Attraverso il deterrente nucleare si è imposto il concetto di limite superiore per l’utilizzo della violenza: la MAD (Mutual Assured Destruction). Finita l’era della MAD però l’arma atomica e la tecnologia atta a portarla a bersaglio assumono nuovamente la funzione di macchina per l’applicazione della forza. Quindi l’arma nucleare torna ad essere un’opzione, seppure pericolosa, utilizzabile su piccola scala. E’ questa la radice della prepotente iniziativa nucleare in Cina ed in Francia.

La decadenza:

Alcune grandi potenze hanno disceso la china del progresso dopo aver raggiunto lo stadio di potenze nucleari, lasciando sul mercato al migliore offerente tecnologie, armi avanzate e cervelli. E’ un fatto che tali mezzi sono stati per lo più accaparrati da paesi nei quali il concetto di forza e quello di violenza sono ancora molto vicini.

Il pericolo è evidente, irragionevole sarebbe sottrarre alle società mezzi per sopravvivere; altrettanto irrazionale confondere la sopravvivenza delle civiltà con la sopravvivenza degli uomini, almeno in modo stretto.

Appendice

I singoli nell’era della forza

Io, te, siamo ingranaggi non violenti all’interno di una macchina tesa all’utilizzo e al mantenimento della forza. In tale macchina, dietro il magro prezzo della frustrazione della volontà di potenza, ci viene garantito il benessere (o almeno la sua possibilità). Essendo i singoli i piccoli motori sui quali la macchina è stata costruita essa non può attaccarne gli interessi se non uno alla volta. La sua strategia è stata quella di privare progressivamente gli ingranaggi della consapevolezza del loro stato e delle leggi che governano il funzionamento della macchina stessa, dando loro in cambio l’impressione che la forza della macchina sia necessaria solo per difenderla dalla violenza interna ed esterna.
Il celamento della violenza è passato attraverso la sua rappresentazione: la violenza rappresentata, nel suo essere falsa, tende ad autoannichilirsi.

Segue: Di fronte alla vera violenza l’occidentale è sempre più impreparato, mentre altrove essa è parte della vita di tutti i giorni.

E’ necessario riscoprire la violenza ed accettandola ritornare alla volontà di trasformarla in forza, ma non più (o non solo) alla scala delle nazioni ma alla scala dei singoli ingranaggi.

Raggiunta la coscienza del meccanismo è necessario muoversi più veloce di ogni macchina e di ogni meccanismo per riconquistare il diritto ad essere uomini e, allo stesso tempo, animali.

Federico “il cane” Bonelli

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admin @ December 14, 2009

We want this executive out of office

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3 October, articolo 21
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Ok, this is clear, I want this executive out of office, I want to see a entire political class on trial for high treason to have sold the republic to Mafia. I want Berlusconi impeached and on trial for each one of his crimes and his party put out low and disbanded, revealed for the toxine it is.

But let’s start from yesterday.

Yesterday story is simple, “what do we do for the day demonstration in italy for freedom of press?”. A series of posts on facebook after the nework of the self-exiled in Amsterdam had an appointment. As always when a group of italians meet somewere there were smiles, childrens, fantasy and mottos.
We met in front of the institute of Italian Culture because it is culture the only solution we see to archive a result against the actual status quo. The power of this rotten apple is too big and the rotting to spread to do anything else that jump over the obstacle and live according to the credo of a new civilization were this scum is the past and we are the future.

So we actually don’t even need the law, or to convince our fellow citizens, or to exercise democracy.

We just need to live according to our principles, defend them and teach them, and maintain our positions strongly. On our side is truth, common sense, history. They will fade away.

The battle with history is already won, the power is naked. We shall resist and also the battle with power will be won.


Here some pictures of the event In Amsterdam from Fabrizio Gennari Foto Di Fabrizio

And some made by me and others, being uploaded in the facebook event page!
http://www.facebook.com/event.php?eid=149717271261&ref=nf

Other videos, picture and impressions for Amsterdam gathering will be posted as soon as they materialize. Keep an eye on the page

Thank you all for coming and sharing your happy mood to make a good protest togeter.. Is important not to feel alone.

GO!

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admin @ October 3, 2009

Italy is a European Problem!

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the 3rd of October at 15:00 in Amsterdam,
Keizersgracht 564 in front of the Italian Institute for Culture!
In defense of the Italian Constitution article number 21, that guarantees to ALL the freedom of expression, and the freedom of press, especially of the rare example of italian press that try to resist to the attach of Berlusconi.
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Media-mogul empire of Berlusconi has been constructed on crime, trash, and destruction of italian cultural identity through a unprecedented and violent use of mass media, press, television and political power. His attach to basic civil liberties is unprecedented in united europe.

We will take with us copies of the newspapers controlled and manipulated from Italian Government and the corrupted italian political and economical elite, and free free words from them. With cutters, scissors and hands we will save the precious words of italian language from slavery. And use them to compose poems, words-in-freedom, new slogans, jokes and mottos.

Then we will symbolically glue them on the walls of the institute of Italian Culture or distribute them freely to the passer by for his enlightenment and smile.

This is self organized and horizontally supported act, propelled by individuals to support the national day for freedom of press in Italy.

You don’t have to be italian to participate, it can also become a precious lesson in italian language or an act of personal poetical creativity, and will make us feel understood and supported by fellow europeans. Bring a newspaper!
OR just join in with your own idea, energy, persona, will to say no, to draw the line, let’s our voice be heard!

Italian gloomy, corrupted, criminal political system is a danger for the whole of europe.

to follow updates and in preparation for the event you can find us on facebook .

for more informations and to sign the petition check:

  • http://www.euroalter.com/pressfreedom/
  • http://www.facebook.com/group.php?gid=126423242653&ref=mf

  • To d/l some Tshirts or cut through design (free use cc licence):
    http://www.cinemasolubile.net/MAGLIETTE.zip

    An interview to Judith Sargentini (in dutch) that expresses the her perspective about the european and relevance for the dutch public of the Italian anomaly:

  • http://zinineuropa.groenlinks.nl/node/27025
  • STREAM LIVE FROM 15:00 of the connected european manif!
    Online TV Shows by Ustream

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    admin @ October 1, 2009

    What is Radio Oltranzista

    general Comments (0)

    Radio Oltranzista is a temporary autonomous radio station.

    We aim to create a container for the content we find. And we look for content that have a character of oltranzism, a necessity, relevance. Content with a visceral need to be expressed and sent on-air. To which we adapt, we morph into, with our will to listen first and react immediately after. We only aim to join forces and alchemically introduce the powerful enzyme of free-radio inside interesting contexts…

    We have designed a small media studio, we share the information on how to make your own radio with free software and cheap recycled hardware, we want to embed into interesting situation and help to create the gradient to send them to the sky.

    Flow. Get in touch

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    admin @ August 8, 2009

    Marginalia: il post-fascismo e il professore

    mumbo jumbo, oltranzisms Comments (2)

    NOTE: I repost here a mumble I wrote on a thread appeared on facebook. Is in italian. Is about Italian situation and some historical considerations about the rise of Berlusconi-sm. Enjoy if you like to read italian...

    Ultimamente e sempre piu’ spesso elementi dei partiti di governo italiani si mostrano pubblicamente con comportamenti di folclore neofascista.
    Un corteo di studenti medi interrotto e caricato da ragazzotti con spranghe avvoltolate nel tricolore; un ministro della repubblica che fa il saluto romano alla festa dei carabinieri…

    Ho visto ieri una cosa curiosa su You Tube: il video della presentazione di un libro a Milano, interrotta da professori e studenti dell’onda per contestare la ministro dell’istruzione. Alla fine la ministro, che nonostante avesse un microfono non ha neppure provato a confrontarsi con i suoi elettori/cittadini, si e’ alzata e e’ andata via. La cosa curiosa e’ che alcuni tra i presenti urlavano “Fascisti” ai manifestanti, mentre questi scandivano “VER-GO-GNA”.

    Tra le varie dichiarazioni riportate in calce all’avvenimento dalla stampa brilla quella del L’Ex Sindaco di Milano Albertini, che ha detto che quelli che non permettono di parlare sono dei “fascisti rossi” e “i talebani della sinistra”. watch the clip here]

    Questo uso “ad hoc” del termine “fascista” e’ indicativo di un pericoloso “scivolare” del suo significato, una cosa a mio avviso negativa, cui anche il pensiero di sinistra si lascia spesso andare. Ne approfitto per cercare di farMI chiarezza. Condivido questo mio tentativo per aprirmi alle vostre obiezioni e commenti, sperando di capirci di piu’ e di raggiungere qualcosa di interessante.

    In genere sono d’accordo sul fatto che il termine “fascismo” sia appropriato, in un ambito colloquiale, per descrivere la situazione italiana, in quanto per me e’ un sinonimo storicamente accertato di “periocolose teste di cazzo la cui preoccupazione maggiore e’ rimanere al potere e mangiarsi tutto, dando ossequio ai poteri forti a discapito dei diritti delle persone e delle classi piu’ deboli e indifese”. A posteriori, questo e’ il significato che il termine ha aquisito dopo il ventennio e in virtu’ di quanto nel ventennio e’ successo. Un po’ come stigmatizzato da Pasolini in “Salo’:le 120 giornate di Sodoma”.
    Sento quindi la tentazione di avallare il termine fascista=teasta di cazzo per descrivere la versione zoccole merda e cocaina del gran festino dell’italia di oggi.
    Ma al di fuori del linguaggio un po’ facilone e volgare che possiamo usare tra noi, in cui “fascista” e’ un insulto dopo il quale si passa alle vie di fatto, la presenza mediatica dell’esteriorita’ fascista merita un approfondimento. E secondo me porta a ben altre conseguenze.

    Partiamo da cosa e’ il fascismo.
    Dunque Il Fascismo e’ stato:
    “Un movimento politico italiano del XX secolo, rivoluzionario e reazionario, di carattere nazionalista, autoritario e totalitario, che sorse in Italia per iniziativa di Benito Mussolini alla fine della prima guerra mondiale.” [wikipedia] La definizione da wikipedia regge, anche se in genere ex-facto e’ meglio la voce della Treccani (a firma Mussolini e Gentile) che sostanzialmente dice la stessa cosa.

    Ovviamente il termine ha una importante storia post-fascista. Quest’ultima influisce fortissimamente sulla sua semantica. Di regimi reazionari e autoritari, che hanno fatto largo uso di tortura e ogni forma di repressione politica in nome di “principi superiori di ordine morale o nazionale” se ne possono contare un bel po’ nel secolo passato e attuale, anche di molto piu’ cruenti dei quello del Duce.

    In questo calderone vorrei includere soprattutto i regimi “sub-fascisti” sudamericani spalleggiati dalla CIA, dove SUB-FASCISTA e’ un termine coniato da Chomsky (Chomsky Noam; Herman Edward S. La Washington connection e il fascismo nel Terzo mondo. Vol. 1: L’economia politica dei diritti umani.. 2005, cit. in voce “Fascismo, Wikipedia).

    Io credo che possa essere letta in termine di SUB-FASCISMO (proprio nel senso Chomskiano) gran parte della politica italiana dagli anni 50 ai ’90. Strategia della tensione, creazione di opposti schieramenti extraparlamentari da cotrapporre funzionalmente al rafforzamento dello staus quo, violenta repressione polizesca, rilascio controllato di sostanze intossicanti a fini di controllo sociale e corruzione, opera illegale dei servizi segreti sia per conto della CIA in ambito NATO che fuori da esso.

    In questo senso le varie esternazioni recenti sui modi di controllare la protesta studentesca di uno dei motori occulti pricipali della cancrena italiana, Francesco Cossiga, sono perfettamente illuminanti.

    Ritengo non sia piu’ sub-fascista ne’ nei mezzi ne’ nei fini la politica italiana di oggi.

    Il Berlusconismo ha tratti peculiari, solo suoi. Principale su tutti l’abuso del linguaggio e la centralita’ semantica dell’immagine costruita a mezzo televisione. La politica Italiana di oggi e’ tutta piu’ o meno, in questo senso, debitrice dell’organizzazzione reale, pragmatica (e non teorica), dello stato totalitario nazionale. Berlusconi e’ un monarca al di la’ della legge piu’ che un dittatore totalitarista. Cesarismo, carattere reazionario diffuso, privilegio del dono e della corruzione come strumento di pressione politica, occupazione dello stato e delle sue macchine di propaganda, controllo sociale spietato e sovrapposizione tra beni personali e beni statali sono i caratteri del suo modo di concepire lo stato come “cosa sua”.

    Il territorio di caccia per tutta la politica italiana e’ stato “la scena del Logos”, ovvero il panorama etico costituito dal ruolo del pensiero critico rispetto alla sociata’. E’ l’individuo con un senso etico della funzione dello stato e dell’economia colui che deve essere spezzato. In questo senso i piu’ terribili nemici del “sistema italiano” sono sempre stati personaggi e pensatori appartenenti alla categoria dei liberi pensatori, indipendentemente dal tentativo di accorparli a questo o a quel partito: da Montanelli a Pasolini.
    Per questo il meccanismo di potere italiano ha usato la sistematica svalutazione della parola e del concetto razionale, lo svilimento della funzione educatrice della scuola, il voluto non insegnamento della storia contemporanea, la rimozione come strumento di controllo delle coscienze.
    La demolizione del logos, del pensiero critico, dei fatti e della loro analisi, dell’etica indipendente, e’ la strada che consente a Berlusconi e alla sua controparte complice del Partito Democratico di governare un paese intero dal salotto di Bruno Vespa.

    Sottovalutare questa classe dirigente e’ pericoloso. Eppure buona parte della cortina fumogena fatta di presenze mediatiche imbarazzanti per la loro idiozia e volgarita’ presenti nei media e nel presunto dibattito politico italiano ha proprio la funzione di spingerti a sottovalutarli. E’ la forza del sistema. E uso qui coscientemente il termine “Sistema” cosi’ come definito da Roberto Saviano in “Gomorra”. Quello che realmente governa l’italia.
    Brecht by Berliner, directed by Heiner Muller
    L’ intervento dello stato (o della legge) all’interno dei meccanismi economici e di gestione dell’attivita’ economica stessa (bilancio, concorrenza e trust, funzionamento della giustizia civile) e’ impedito dalla burocrazia e dalla confusione con cui e’ stato impostato il diritto, al fine di favorire sistematicamente il piu’ forte.

    Ma dunque quali sono gli insiemi di valori sui quali e’ stata selezionata l’attuale classe dirigente italiana?

    Dai quadri al semplice “assunto con contratto a tempo indeterminato” l’intero sistema e’ impostato sulla benevolenza. Vince e passa avanti in caso di dubbio chi meglio asseconda la volonta’ del piu’ in alto nella scala delle benevolenze che emana dall’alto.

    Tornando al punto di partenza, perche’ nei media, in questo inizio estate del 2009, si fa’ sempre piu’ strada l’uso improprio e strumentale del termine “fascista” quale generico insulto, da usare in un verso qualsiasi del vettore del dibattito, quasi un sinonimo dell’ormai ben piu’ offensivo “testa di cazzo”?

    Il motivo e’ per nascondere il senso fattuale del termine, un senso che, se guardato da vicino la dice lunga dell’Italia di oggi.

    Totalitarismo significa che solo uno decide per tutti e solo uno ha la possibilita’ di parlare e agire (tutto uno).

    Ovviamente in uno stato totalitario coloro che occupano posizioni chiave nella trasmissione della volonta’ del superiore hanno, tramite di esso, un certo potere. Un potere che ha meccanismi caratterizzati dalla dialettica tra “benevolenza e sopruso” ben nota agli storici. In fondo la corte di Luigi XVI somiglia piu’ al mondo gossipparo e mediatico dell’imaginifico “Al Tappone” dello “stato centrale totalizzante e corporativo” voluto da Mussolini.

    Nazionalismo significa che e’ la Nazione che, identificata nel suo insieme di stato, popolazione, confini e lingua, ha uno “status di esistenza” superiore al diritto delle sue singole componenti, singoli inclusi.
    Per il nazionalista l’idea nazionale e’ il motore morale dell’organizzazzione dello stato. Come poi lo stato e i suoi meccanismi legali la mettano in pratica e’ in larga misura ininfluente. Il nazionalismo, che riteneva il diritto di sopravvivenza della nazione superiore allo stesso fascismo fu -e ricordiamocelo- anche il motore della deposizione di Mussolini nel 1943(1). Se poi Vittorio Emanuele III, “il gnappetta” agi’ come agi’ e porto’ l’Itlia alla guerra civile, non fu certo completamente colpa di coloro che come unica soluzione costituzionale avevano di riporre nuovamente il destino della “nazione” nelle sue mani incapaci e criminali.

    L’italia di oggi non ha piu’ nulla di nazionalista in senso morale. Il termine “patria” e’ carta da culo da decenni, tanto che spesso viene voglia di rivalutarlo. In Europa non e’ meglio. L’idea illuminata di Europa pensata coerentemente da Spinelli e Rossi a Ventotene non e’ proprio simile a quel meccanismo fabbricatore di leggi ad aziendam del parlamento (euro)peo che afferma di esserne oggi l’espressione. Una ulteriore curiosita’: la stessa espressione “l’Italia agli Italiani” e’ tutt’altro che nazionalista, perche’ da un punto di vista nazionalista la direzione dell’avere e’ errata: sarebbe piu’ corretto “gli Italiani all’Italia”. La Nazione si serve non si possiede.

    Arriviamo all’altro sostantivo pertinente alla definizione di “Fascismo”; al “reazionario”.
    La politica di oggi e’ certamente ultra reazionaria. Avendo sussunto come unico metodo di lotta politica efficace il ricorso alla “leva emozionale metodica” riciclata dalla retorica della pubblicita’ e alla dottrina dialettica “creazione del bisogno-appagamento del bisogno” tratta dal consumismo universale.
    Si potrebbe definire una propaganda reazionaria arcobaleno, che ha asservito ai suoi colori l’intera gamma della possibilita’ parolaia del post-moderno, in cui il pensiero e’ debole e il significato dimenticato.
    Oggi la reazione si basa totalmente sull’appello al viscerale, non ha bisogno di concetti ma di immagini. Mai come oggi un Cristo finirebbe di nuovo in croce e un Socrate a bere cicuta.

    Perche’ il reazionario di oggi pone l’individuo innanzi a tutto? perche’ l’individuo e’ solo un consumatore, rivestito di ideologie che cambiano con la moda a secondo della stagione, confinato nella propria cella di alveare o di prigione determinata da cio’ che consuma. Controllato dal sistema sociale fin nel disagio esistenziale. L’individuo; che deve consumare (in occidente) o produrre sottocosto (altrove).
    Segue al progetto reazionario un’etica fasulla e ipocrita che e’ sempre di qualcosa: dell’azienda, del lavoro, del danaro. Beni ideologici ancora piu’ spendibili oggi di “Dio Patria e Famiglia” cari al reazionario tradizionale. Sono piu’ elastici, contingenti, amorfi. Ma servono lo stesso “status quo”.
    I poteri forti attivi in italia sono totalmente reazionari: Mafia, Cattolicesimo, Massoneria. Si sono mangiati con buona pace dei pochi “svegli” e la complicita’ di molti l’intero piatto dell’anima italiana. Lo hanno certamente gia’ riscaricato in forma di feci sul tavolo del banchetto e presto inizieranno a rimangiarselo di nuovo. La transustanzazione orizzontale: merda che produce merda: ne’ l’oro dell’alchimista oro ne’ i fiori di De Andre’.

    La componente “rivoluzionaria” della concezione fascista dello stato deriva dall’idea di smantellare quanto precedentemente costitui’ l’essenza dello stato medesimo, lo stato monarchico parlamentare. Propriamente fascista nel metodo farlo dall’interno. A Mussolini il via libera lo diede il Re nel 1922, come dire il capo dello stato. In fondo Napolitano sta’ facendo con lo stesso con lo psiconano. Lascio al mio casuale lettore il problema di capire se c’e’ qualcosa d’altro di “rivoluzionario” in questo senso nel berlusco-p2ismo mafio-massone di oggi. Certo non si tratta di un’immagine “folcloristica” della rivoluzione, tutta bandiere rosse, barricate e canzonette. Fa male pensare che l’unica rivoluzione italiana (finora) sia stata quella fascista. E si sia trattato di un “detournement”.

    Dunque, il nemico di oggi, del e’ ancora un Leviatano? E’ un pericoloso criminale o un buffone?

    Entrambi.

    Vi vorrei rimandare a Hitler visto da Brecht, all’ Arturo UI, che vi vorrei far vedere nell’interpretazione dei primi anni ’90 fatta dal Berliner Ansamble con regia di Heiner Muller. Una piece che non riesco neppure a nominare senza avere i brividi.
    Berlusconi e’ piu’ vicino a questo Hitler qui che a Mussolini. Un ridicolo pericolosissimo criminale comune. Il fatto che sia per lui piu’ facile usare il danaro, il ricatto e il controllo sui media che l’assassinio per conquistare e mantenere il potere non cambia il tipo di totalitarismo, e il suo carattere delirante. Non c’e’ una componente etica nel berlusconismo. Non c’e’ mai stata ne ci sara’ mai.

    In questo quello di Berlusconi e’ piu’ simile al totalitarismo visionario di zio Adolfo che non al fascismo nazionalista di Mussolini, magari con componenti di farsa ancora maggiori. Certo dopo la guerra il Nazista con la sua mania dell’ uniforme non fa piu’ ridere, ma se si vuole Chaplin con “il grande dittatore” ci testimonia che per i coevi i nazisti avessero tratti di una comicita’ da far sganasciare.

    Piu’ nazismo esoterico di quarta mano che nazionalismo italiano. Non a caso Berlusconi e’ un massone di alta tradizione opportunistica.

    Forse per questo queste sedicenti guardie nazionali sentono di dovere assomigliare alle SA. Nel calderone dell’immaginario collettivo italiano, dove si gioca la gran battaglia di oggi hanno puntato su questa carta. Minus Habens.
    E per questo ci dovremmo preoccupare molto: perche’ invece di suscitare risate, lancio di sterco e lazzi e una buona uscita a calci nel culo, hanno occupato i media. La divisa delle SA e’ oramai di nuovo parte dell’esistente. Cio’ che non si poteva concepire se non come scherzo assurdo e volgare ha ora l’unico genere di esistenza che veramente conta sulla scena politica italiana, quella mediatica.

    Ci preoccupiamo o sdegnamo anziche’ ridere e reagire. Perche’?
    Qui riconosciamo una direzione anche noi, seppure su posizioni antitetiche. Una direzione in cui i valori ci si confondono tra le dita. Ci stiamo forse preparando ad essere vittime di tali carnefici? Qualcuno probabilmente accarezza l’idea di somministrare di nuovo la medicina. Il “metodo Genova” ha finora funzionato benissimo.

    Mi si obbiettera’ forse che l’italia di oggi non esce da una guerra come la prima guerra mondiale, manca il materiale umano per la repressione e non c’e’ nella societa’ la componente di violenza mistica dell’arditismo fiumano. E neppure dalla resistenza, con il suo mito dell’eroe stanco e del coriolano con la mitragliatrice sotterrata in giardino, oramai tutto esaurito in Pepponi e don Camilli. Ma scusate, avete visto come si vive e si muore a Napoli? Credete che in caso di bisogno alla manovalanza dell’omicidio non sia facile rimediare una divisa?

    Forse e’ anche in questo piu’ simile alla situazione tedesca degli anni 30, una situazione economica e sociale perticolare, che porta all’eccitazione delle fantasie, all’ accettazione diffusa dell’ingiustizia e della violenza criminale, all’individuazione di categorie sociali inferiori su cui sfogare con rabbia frustrazione, pregiudizio e paura. Una situazione che facilmente diventa, in caso di crisi economica grave simile a quella Balcanica.

    Su questo genere di meccanismi umani, coscientemente, in modo criminale e irresponsabile, fanno leva molti agitatori politici, in tutta europa. Il colore non conta, alla lega alla cosidetta “destra nazionale”, da Wilders a Heider. L’agenda di questo tipo di incendiari e’ meramente opportunistica, l’unico dio essendo il potere personale. Non li muove ne’ lo stato ne’ l’idea di nazione. Eppure sono figli della stessa cultura vincente.

    CONCLUSIONE
    Letteratura, arte, riscrivere su basi diverse una nuova cultura. Esempio, tecnologia liberata, comunicazione orizzontale, oltranzismo. Esplorazione e formulazione di concetti e leggi che recapitolino i capisaldi di una nuova societa’. L’Etica laica (cioe’ che non ha bisogno dell’idea di DIO per essere fondata) ha bisogno di cittadini non di consumatori o di eterni bambini.
    Bisogna lavorare su tempi piu’ lunghi dell’immediato. Forse anche ritrovare il carattere comune all’idea di umanita’ e usarlo per sentirsi piu’ liberi di essere al di la’ dell’imposizione dell’avere e del consumare.

    (1) E’ interessante notare che l’ordine del giorno Grandi del 24 Luglio consenti’ la deposizione di Mussolini, nel rispetto della legge di allora, approvata dall’unico organo costituzionale che potesse farlo legalmente, il gran consiglio del fascismo. Nel caso del totalitarismo Nazista, posti di fronte ad un analoga situazione l’unica via rimasta all’opposizione nazionalista tedesca per liberarsi di Hitler fu l’assassinio, tentato nel ’44.

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    admin @ June 19, 2009

    Un errore mortale

    mumbo jumbo, oltranzisms, radical Comments (0)

    NOTE: I repost here a mumble I wrote on a thread appeared on facebook. Is in italian. Is about Italian situation and some historical considerations about the rise of Berlusconi-sm. Enjoy if you like to read italian...

    La definirono “la questione morale”. Fu un errore mortale.

    Commistione di cose di stato con affari di partito. I giornalisti battezzarono il fenomeno “lottizzazzione”, un termine che proveniva dalla zona semiologica dello “scempio edilizio”. Non a caso. La fedelta’ al gruppo di potere, l’essere posto a un qualsiasi posto di responsabilita’ seguiva dall’appartenenza a una certa fede politica. Soprattutto se il posto era statale. Il posto assegnato per meriti politici di “cordata” di legame con questo o quel partito, la carriera legata alla corrente politica. Non fedelta’ allo stato, all’idea nazionale, alla responsabilita’ verso la collettivita’ o alla legge, ma al gruppo tribale di appartenenza politica.

    Che l’italietta distrutta dalla guerra stesse evolvendo lungo linee a dir poco malsane era evidente anche agli osservatori del tempo. Senza scomodare Pasolini. Basti rivedere film popolari come “I Mostri” di Dino Risi del 1963 (http://www.imdb.com/title/tt0057323/), altri classici della commedia all’italiana, o anche, i famigerati “film di Alberto Sordi”, additati da Moretti al disprezzo, eppure specchi esatti di un evoluzione dello spirito del paese.

    Negli anni ’60, quelli che terminarono con le bombe di Piazza Fontana e le stragi di stato propiziate dalla strategia della tensione di marca prettamente atlantica, si capiva gia’ che l’italiano “nuovo” sarebbe dovuto necessariamente evolvere in modo radicalmente differente dai suoi genitori, ma non si capiva ancora bene come. Forse varie alternative erano ancora aperte. Il ’68 fu probabilmente un esperimento sociale favoloso per il potere. Permise di vagliare il grano dalla pula. Per il primo i posti che contano nell’italia di oggi, per il secondo l’eroina e la galera 10 anni dopo. Non a caso il sempreterno e un po’ rincoglionito Cossiga ripropone la stessa ricetta con aria entiusiasta per i giovani dell’Onda quest’anno. Lo stesso Kossiga del ’77 con la stessa ricetta del ’77.

    L’arte, tra gli altri osservatori della societa’ del tempo, alle volte capi’ alle volte no. Altre forze comunque erano al lavoro dietro le quinte e ando’ come ando’. Purtroppo pochi delle generazioni successive hanno gli strumenti storici per capire in effetti come ando’. E fu Luigi Berlinguer con la sua riforma scolastica alla fine degli anni ’90 a toglierne le ultime tracce. Appunto, una politica effettuata da un governo “di Sinistra” ma in odore di stretta osservanza di principi che oramai possiamo chiamare di controllo mafio-catto-massonico.

    Gli anni ’80, quelli della “milano da bere”, furono quelli che stabilirono il controllo totale del desiderio da parte del potere. La storia di Berlusconi, non a caso legata a doppio filo con la storia segreta del paese, quella della “rinascita democratica” dei grandi vecchi. Storia nota o meno, che persone come Travaglio raccontano ogni giorno e a cui rimando il casuale lettore di questi appunti.
    Semiologicamente parlando tutto fini’ nelle tette; nei decolte’ mostruosamente abbondanti delle soubrettes volutamente idiote di “DRIVE IN”. Mediaset intui’ subito quale fosse il tratto fondamentale dell’italiano deteriore e fece di tutto per farci breccia e allargarlo. Usando come da manuale tutti i trucchi della piscologia da guerra; la desublimazione e il subliminale, corrompendo nelle fondamenta la generazione che ora dovrebbe fronteggiare il collasso e invece lo alimenta.

    La sinistra, all’epoca -fondamentalmente il PCI- il piu’ grande (e inutile) partito comunista dell’occidente, nel 1980 la tratto’ come una “questione morale”.
    Ritengo che termine “morale” fu l’errore semiotico fondamentale. Si trattava di una questione Etica e non Morale.

    Il PCI e la sua storia sono pieni di errori di questo tipo. Dalla sede storica, situata come tutti ricordano in “via delle Bottege Oscure”, al nome della corrente, posta alla “Sinistra” del parlamento. In un paese cattolico dove gli scongiuri contano e il presidente puo’ farsi fotografare mentre fa le corna o si gratta i coglioni, il telegiornale della sera segnava gia’ nel linguaggio di allora l’impossibile alternanza tra il peggio e il meno peggio. Regnava la grande balena bianca della DC. Tutto cio’ che proveniva dalle botteghe oscure dava l’idea di “traffico nell’oscurita’”. Mentre il centrosinistra spolpava alla luce del sole l’italia.

    Vero e’ che quel PCI non e’ l’erede delle brigate garibaldi della resistenza, ne di Gramsci; ne e’ lo “spegnitore”. Togliatti stava a Mosca durante la guerra non sull’appennino. I capi partigiani emersi lacerati e distrutti da una guerra segnata da due sconfitte, quella militare e quella civile, furono messi da parte appena possibile. Parri e il Partito d’Azione per esempio. E soprattutto Pizzoni. I “garibaldini” seguirono. L’esempio piu’ emblematico (http://it.wikipedia.org/wiki/Alfredo_Pizzoni) e’ pero’ Pizzoni. Chi infatti di voi sa’ che il presidente del CLNAI, il capo dei partigiani si chiamava Alfredo Pizzoni?

    Ma torniamo al termine “Morale”. Insegnava Nietzche che “La Morale e’ l’istinto del gregge nel singolo”. La questione nazionale e’ una questione Etica, dove la differenza sostanziale tra i due approcci e’ la questione della fede.
    La Morale implica che i presupposti dei comandamenti morali siano dettati dall’alto. Accettati per fede. Dio, la legge, il partito, il capo, la voce della gente, l’amico con la voce piu’ grossa al Bar. E’ soggetta a trattamenti e aggiustamenti, e’ oggetto di dibatttito, ammette eccezioni, e’ fatta di molti articoli, ne parlano i preti, si infila nel tuo letto, nella tua casa, nei tuoi desideri, nel tuo modo di vestire.

    L’Etica e’ un valore illuminista. Implica solo l’accettazione di responsabilita’. L’etica non puo’ essere provata come verita’ va solo vissuta. Il pensiero Etico non ha bisogno di dio. Da Kant in poi e’ anche ovvio e implicitamente rilevabile da ognuno in base a direttive che non ammettono dubbio perche’ sono assiomi matematici. O le accetti o non le accetti, e’ equivalente. Gli Stoici lo definivano Logos. E’ la parte piu’ potente del sistema se lo accetti ma, come sapeva carneade, puoi non accettarli altrettanto bene e vivere lo stesso….

    Puoi fare una scelta o no, ma se decidi di agire nello spazio sociale devi agire eticamente. E in ogni caso devi accettarne la responsabilita’ da persona adulta. E’ la responsabilita’ che fa l’uomo, non viceversa. L’Etica e’ un concetto oltranzista.
    Presume che tu paghi in prima persona l’errore e che l’errore alle volte sia inevitabile. Implica che il comando sia un ruolo doppiamente tragico: puoi fare cio’ che e’ eticamente necessario e subire le sue conseguenze amarissime. Qualche esempio in ordine sparso: Edipo, Cefalonia, l’oltranzismo di Sacco e Vanzetti, La caduta di Giovanni Falcone…

    Contro l’idea di adulto, di responsabilita’, di dirittura etica rispetto alle scelte della vita e alla gestione in nome della collettivita’ della cosa pubblica si materializzarono due immense tette protese su un banchetto, con i vari “comici” che si agitano a distanza che permetterebbe di toccarle in tua vece. Drive -IN, la risata scurrile registrata, il “paninaro”, il furbo, l’arrapato, il mandrillo… All’italiano mammone e bambinone dipinto da Sordi diamo palloni per giocare e tette con cui distrarsi. Eventualmente abbassare il prezzo dell’eroina e mettere in mano l’etere al dottor Berlusconi, che e’ un amico fidato…

    Potrei continuare ancora per molto con i dettagli e i nomi in questo appunto ma ora e’ necessaria una sintesi.

    L’italiano di oggi e’ l’uomo piu’ brutto. Ha ucciso dio solo per prenderne il posto, e come dio minore e imbecille gioca con le parole, le cambia, le biascica, irresponsabilmente, sempre pronto a essere perdonato con una battuta e a affogare. La consolatoria del grande seno di Mammona, il dio del danaro, del successo, delle zinne, anche se il danaro e’ a credito, il successo e’ di cartapesta e puzza di merda e le zinne sono fatte col bisturi e le donne vere, la tua donna, tua figlia, sono represse, disorientate, anoressiche, imbruttite, anti-femmine e antifemministe.

    Il consumatore perfetto consuma infetto… e avvelena la terra.

    La nuova generazione queste cose le vede. I vent’enni di oggi le sentono a pelle e sulla loro pelle bruciano. Precariato, no-future, consumismo vuoto o mitografia adolescenziale oramai lisa e de-significata distribuita in edicola… che lascai spasso alle piu’ inutili manifestazioni di frustrata ribellione.

    Consumare e essere vincenti o accettare la sconfitta e smettere di cercare di essere classe dirigente. Autoescludersi in un etica punkettona e lasciare passare il marcio sperando in una catarsi catastrofica, o mettere la giacchetta e tirare a campare. Una dicotomia fittizia.

    Dopo trent’anni da Drive in non e’ rimasto piu’ molto da desublimare e si vede. La pornografia serve a uccidere la forza erotica dell’uomo e a renderla meno pericolosa. Meglio la sega collettiva che il delitto passionale. Meglio il rave spaccavetrine che allenarsi con la storia per riprenderrsi il potere e ripulire la merda dai muri.

    Il presidente del consiglio nano lo sa’ e lo usa. E’ il primo pornografo e il primo cittadino. Anche Silla, il temuto Silla, lascio’ roma ubriaco su un carro, davanti a tutta la citta’ e al senato schierato, mentre sodomizzava pubblicamente il proprio schiavo su un carro-orgia. Il vecchio nudo sa’ che non c’e’ miglior scudo che il terrore e il rispetto che incute il potere. E il potere e’ poter fare qualunque cosa impunitamente. Cura e amministra l’italia con il bastone: propaganda, forza pubblica, impunita’ e repressione. Mostra il suo cazzo alla folla plaudente. In fondo Mussolini ci aveva dovuto mettere solo il mascellone, lui ci ha dovuto mettere il pisello floscio.

    La reazione piu’ diffusa che vedo ogni volta che scendo in Italia consiste nell’ isolarsi e deprimersi o riunirsi e venire repressi. Non e’ molto differente in Olanda se non nelle forme e nel grado di metastasi. Metastasi probaiblmente coltivata da forze simili a quelle in atto nello stivale.

    Al tetrafarmaco dell’etica di Epicuro sostituire il prozak o il controllo sociale tramite gruppi e stupefacenti di riferimento. Questa non e’ la strada giusta per sopravvivere a quest’ennesimo naufragio della storia. Per avere una speranza di sopravvivenza e’ necessario recuperare distanza. Essere radicalmente differenti.

    Recuperare la distanza significa, in un ambito squisitamente etico, “uscire dallo stato di minorita’ e diventare maggiorenni”. Ovvero responsabili sulla propria pelle delle proprie azioni. Mi guardo attorno e vedo ovunque distorsioni ad hoc di questo principio. Tutti figli di un Lord Jim da incubo, che anziche’ essere tormentato dal rimorso si gongola nell’idea di essere un furbo, un vincente, mentre nuota nella sua stessa merda mista al sangue delle sue vittime.
    Non a caso il calcio e’ sport nazionale: insegna che chi bara e vince, o finge a suo vantaggio fa qualcosa di giusto, e le conseguenze sono positive. La cura placebo del problema nazionale rimosso nel 1947 e’ stata distorta in un veleno mortale. Su un campetto di pallone il gol di mano di maradona sarebbe finito giustamente in rissa, non e’ cosi’ che e’ stato inoculato nell’immaginario collettivo italiano.

    Il delirio del moderno e’ il pensiero debole, il post-qualcosa da postribolo, la moralizzazzione dell’etica, l’ideologia del gregge inculcata nel singolo, in uno per uno, in tutti.

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    admin @ June 7, 2009

    Art in the Part

    BREAKING NEWS: ART IN THE PART HAS BEEN CANCELED!!! Radio Oltranzista might try to be in the area anyway… More infos will plop-up here in a wile… stay tuned! Radio Oltranzista will re-emerge in Italy, in the town of Pescara this july. We wait for old and new friends to join in a weekend of [...]

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    More on page 192

    Uses of Radio and other media crossing in times of trouble

    I was on the road when the earthquake hit in Abruzzo. I got the news via SMS. Some sms’s later I knew it was big, but all friends I could think of were safe. Was hard to know were it was. It came then that was Abbruzzo, about end of the day monday. Stefano, from [...]

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    la palude morta

    Quando pensi che a tutto ci sia un limite. Anche al peggio. Eccolo che arriva a passo sicuro, con un bel ghigno in faccia. E come ride. Chiamalo per nome. Cemento, danaro, consenso. il potere funesto di una classe dirigente il cui risolino e’ gia’ una catastrofe di per se’. Il nuovo cancro italiano ™, [...]

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    State of Crime recordings

    soon available for viewing the recordings of the debate streamed yesterday by radio oltranzista at amsterdam crea. Speakers: Dr Francesco Strazzari (International relations, Uva) Cecile Landman (journalist) The network of crime, corruption and violence so vividly described by Roberto Saviano in his best-selling book Gomorra extends over the border of Italy and reaches places once [...]

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    … and give us our daily dose of fascism

    While I was in Italy before x-mass my bank pass gets blocked without any request by me. It seemed unlikely to their security computers that i might be spending money in Amsterdam and the day after in Viterbo. It took 3 days to get it renewed in Amsterdam, only redundancy in plastic saved my ass [...]

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    Obey

    I should have recognize it immediately and I did not: so here is the source of the most iconic Obama image of it’s campaign… and of new campaign all over the net for the empechment of Berlubuffoni the criminal… I found the site and I enjoyed each one of them this morning. Thanks to exist [...]

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    Zeitgeist Addendum

    Not an installation again, but a movie. Get it. Watch it. It has many truth inside (they could have cut out much of the obviously american related “we are going to save the world” folklore IMHO, but if you want to explain someone why some things are obsolete i could not find a better synthesis. [...]

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